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Martedì 12 Novembre 2013 16:08

L’isola dell’angelo caduto

L’isola dell’angelo caduto

Un film di Carlo Lucarelli del 2012

con: Giampaolo Morelli, Gaetano Bruno, Rolando Ravello, Giuseppe Cederna, Lorenzo Perpignani, Adolfo Margiotta.

Prodotto: Italia

Durata: 99 minuti

Distribuito in Italia da: Medusa Film

Trama: Il film è ambientato negli anni dell'ascesa di Mussolini, in un'isola prigione abitata dal vento e da strane apparizioni che sembra nascondere un segreto feroce e innominabile. Quella che inizialmente appare un'inchiesta poliziesca si trasforma in un thriller colmo di tensione e di inquietudine, sospeso tra Storia e mistero.

Martedì 12 Novembre 2013 15:57

Paura 3 D

Paura 3 D

Un film dei Manetti bros del 2012

con: Peppe Servillo, Lorenzo Pedrotti, Francesca Cuttica, Domenico Diele, Claudio Di Biagio.

Prodotto: Italia

Durata: 108 minuti

Distribuito in Italia da: Medusa Film

Trama: Marco, Simone e Ale, tre giovani ragazzi di della periferia romana, non sanno come passare il tempo. Un giorno entrano in possesso delle chiavi di una lussuosa villa e, sapendo che il proprietario - il marchese Lanzi - è via per qualche giorno, decidono di passarci il fine settimana. A causa di un guasto all'autovettura, però, il Marchese Lanzi è costretto a fare ritorno alla villa. Marco e Ale riescono a uscire di casa senza farsi notare. Nel frattempo Simone ha sentito degli strani rumori provenire da una stanza nascosta negli scantinati della villa e si rende conto che in quella stanza il marchese Lanzi tiene prigioniera una giovane ragazza. Simone cerca di liberarla ma il marchese Lanzi se ne accorge e, dopo averlo catturato, lo attacca a una catena d'acciaio e inizia a torturarlo. Intanto i suoi due amici decidono di tornare in casa per cercarlo. Appena entrati sentono le sue urla provenire da una delle stanze della cantina e corrono in aiuto di Simone. Il Marchese però riesce a scappare. Dopo aver soccorso il loro amico e la ragazza, tentano di fuggire tutti assieme dalla casa.

Martedì 12 Novembre 2013 15:52

Prendimi l'anima

Prendimi l'anima

Un film di: Roberto Faenza del 2002

con: Emilia Fox, Iain Glen, Craig Ferguson, Caroline Ducey, Jane Alexander

Prodotto: Italia, Francia, Regno Unito.

Durata: 98 minuti.

Distribuito in Italia da: 01 Distribution a partire dal 11.05.2007.

Trama: Il film prende spunto da un carteggio segreto ritrovato solo nel 1977, tra il padre della psicoanalisi Sigmund Freud, il suo discepolo Carl Gustav Jung e una giovane paziente. Sabine Spielrein, una ragazza russa di origine ebrea è stata la prima paziente affetta da isteria curata e guarita con i metodi della nascente scienza della psicoanalisi. Sullo sfondo delle affascinanti atmosfere di inizio secolo e delle suggestioni culturali legate alle teorie freudiane, il film narra le turbolente vicende dell’intenso e ambiguo rapporto tra Sabine Spielrein e Carl Gustav Jung. Lo psicoanalista e la sua paziente infrangono ben presto i rispettivi ruoli per abbandonarsi a una passione tanto sensuale ed erotica quanto scandalosa e tormentata.

Lunedì 11 Novembre 2013 08:19

VIBRAZIONI NOTTURNE

Alberto si gira su un fianco e allunga il braccio sotto il cuscino umido di sudore. Prende un respiro lungo e lascia uscire l’aria dal naso adagio, un poco per volta. Dovrebbe servire per rilassarti ma quando ne hai bisogno davvero non funziona mai. Due minuti fa gli è sembrato di sentire una scossa e adesso se ne sta lì all’erta, un’antenna pronta a captare qualsiasi eventuale vibrazione. Ma quando è così, le vibrazioni le produce lui.
C’è stata una notte, qualche giorno fa, che era sicuro al cento per cento di aver sentito il letto sobbalzare. Si è tirato su a sedere e ha acceso la luce per controllare il lampadario, che pendeva perfettamente immobile dal soffitto. Con voce assonnata, senza nemmeno alzare la testa dal cuscino, Silvana gli ha chiesto cosa c’era.
Lui le ha detto: - Non hai sentito niente?
Silvana gli ha risposto di no, che lei non aveva sentito niente, e lo ha pregato di spegnere, aveva sonno, anche se c’era stata una scossa era stata leggera.
Alberto non era molto convinto e prima di rimettersi giù ha guardato la sveglia. Segnava le 3,42. La mattina dopo è andato a controllare su internet ma in effetti di scosse non ce n’erano state, né alle 3,42 né in tutta la notte.
Anche questa qua, si dice, me la sarò immaginata.
Terremoto o non terremoto, stanotte non c’è verso di addormentarsi. Sarà il caldo, o quel gatto in cortile che si continua a lamentare. Sembra un neonato che piange, pensa Alberto, e gli tornano in mente i primi tre o quattro mesi dopo che era nata Arianna, quando per far riposare Silvana, che aveva fatto il cesareo, passava le notti in piedi, andando avanti e indietro per il corridoio con la bimba in braccio. Ma in fondo, a parte la stanchezza per il sonno perso, non gli dispiaceva affatto passeggiare nel buio con quel fagottino che profumava di latte e creme per neonati. Colpa delle coliche gassose, diceva il pediatra. La digestione, insomma. Più o meno come lui stanotte, pensa con un sorriso. Solo che per Arianna era il latte, per lui, accidenti al fritto, le crescentine.
Alberto si puntella su un gomito. Nel buio appena velato dalla luce dei lampioni che entra dalla finestra, stringe gli occhi per scrutare sua moglie, addormentata profondamente al suo fianco. E dire che s’è fatta fuori una vagonata di crescentine, con tanto di coppa, pancetta, salame, cipolline sottaceto e peperoni. Ha sempre avuto uno stomaco di ferro. È a lui che dopo tre o quattro bicchieri cominciano a venire i bruciori. Lei niente. Lei, fin da giovane, buttava giù lambrusco come dovesse annaffiarci il giardino e non faceva una piega. Solo, cominciava a ridere un po’ più forte del solito e le guance le diventavano rosse. Ma lui la lasciava fare. Anzi. Si divertiva a vederla così. La guardava ridere e intanto pensava a dopo, quando avrebbero salutato gli amici e, prima di riportarla a casa dai suoi, si sarebbero fermati da qualche parte.
Adesso però l’invidia. Dorme come un ghiro, lei. Alla faccia del caldo, della digestione e dei gatti in amore. Alberto allunga le gambe verso il pavimento, inforca le ciabatte, si alza.

Si ferma davanti alla camera di Arianna. L’uscio è socchiuso. Appoggia il palmo alla maniglia, la spinge adagio. Non accende la luce. Non ce n’è bisogno, conosce la stanza a memoria. Gli scaffali, la scrivania, il vecchio armadio di legno che Arianna stessa ha dipinto di azzurro. E poi non ha voglia di vedere il letto vuoto e rifatto. Però allunga in avanti il mento e annusa. Il suo odore. Porca vacca, quanto le manca. Già adesso.

Alberto entra nella cucina deserta. Sensazione di fresco. Tira giù dal ripiano dello scolapiatti un bicchiere e lo riempie sotto il rubinetto. Ha paura che l’acqua di frigo gli faccia male. Beve un sorso. Un po’ di bicarbonato forse gli farebbe bene. Apre l’anta del pensile e allunga la mano a cercare il barattolo. Versa mezzo cucchiaino, mescola, poi butta giù con una boccata rapida, per non sentire il gusto del liquido scivoloso e salato. Lava il bicchiere e beve un altro sorso d’acqua, per sciacquarsi il palato. Dalle profondità del suo stomaco affaticato sale un rigurgito silenzioso.

Ancora non ha voglia di tornarsene a letto. Apre la finestra e butta lo sguardo nel cortile deserto. Da qualche parte, il gatto continua a miagolare disperato, ma non riesce a vederlo.
La voce di sua moglie lo fa sobbalzare.
– Cosa c’è, babbo? Non riesci a dormire?
– Ho un mattone sullo stomaco. Saranno le crescentine.
Non gli sfugge il tono ironico con cui Silvana gli chiede: – Le crescentine?
– Sai com’è col mio stomaco. La digestione.
– E Arianna non c’entra, eh?
Lui sta zitto un secondo, poi chiede: - Dici che la casa è sicura?
- È nuova, l’hanno controllata gli esperti. Non hanno trovato nemmeno una crepa. E poi, non sono mica vicini all’epicentro.
Preferirei averla qua.
Silvana gli appoggia una mano alla schiena e gli fa una lenta carezza.
- È grande ormai, la tua bimba. Se la sa cavare da sola.
– Sì, ma.
– Ma?
– Niente. Sono uno scemo.
E poi non è mica da sola. C’è Stefano.
Capirai. Stefano.
Perché, cos’ha che non va? È un bravo ragazzo.
– Con tutti quegli orecchini, – dice Alberto.
Ma sotto il tono scontroso c’è un’altra sfumatura. Un’inflessione scherzosa che Silvana conosce bene. E infatti sorride.
– Si chiamano piercing.
– Be’, insomma, ci siamo capiti.
– Adesso va di moda così.
– Se va bene a loro, – dice scrollando le spalle.
– Torniamo a letto?
– Ma sì, è meglio, – si rassegna Alberto.
E mentre si avviano uno accanto all’altra verso la porta, d’impulso, passa un braccio attorno alle spalle robuste di sua moglie. Così si ritrovano abbarbicati l’uno all’altra come quei due ragazzi nella famosa foto di Doisneau, solo che anziché passeggiare in un’affollata via di Parigi stanno uscendo dalla cucina abitabile del loro appartamento, alle due e mezza di notte, lui non ha una giacca scura, ma un pigiama beige di quelli aderenti, e la maglia gli tira anche un po’ sulla pancia, mentre Silvana indossa una camicia da notte acquamarina, che le arriva sotto il ginocchio, con un disegno a fiori stampato sul petto. Eppure in quel momento, nonostante il peso sullo stomaco, nonostante il gatto che lancia i suoi richiami in cortile, nonostante i dolci morsi della nostalgia per sua figlia, la sua piccola Arianna, che ormai ha ventiquattro anni e se n’è andata a vivere in un appartamento a San Giovanni in Persiceto con un ragazzo di Lecce che studia scienze politiche e se ne va in giro che sembra una ferramenta, anzi, forse proprio per tutte queste cose ed altre ancora, misteriose, ad Alberto viene una gran voglia di dare un bacio al volo a sua moglie, a metà di un passo, proprio come quei due della foto, e finisce che senza starci troppo a pensare lo fa, giusto un attimo prima di rientrare in camera da letto. Rallenta, stringe il braccio di Silvana, che magicamente intuisce la sua intenzione e alza il viso verso di lui, per ricevere a labbra socchiuse quel bellissimo bacio notturno di padre malinconico e innamorato.
E mentre si abbandona tra le braccia di Alberto, premendo con piacere il proprio seno contro il suo petto, Silvana pensa che a pensarci bene non è affatto un peccato essersi svegliati a quell’ora di notte.


Uscito nell’antologia Alzando da terra il sole
Strade Blu - Mondadori (2012)

Martedì 10 dicembre, Giampiero Rigosi e Paolo Nori chiacchierano di narrativa alla Biblioteca di Imola, all'interno della rassegna i martedì della BIM.

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"APERTE LE ISCRIZIONI"

Sono aperte le iscrizioni ai nuovi corsi di Bottega Finzioni, che inaugura la nuova sede in via delle Lame 114.

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Martedì 12 Luglio 2011 09:07

Crimini

 

Crimini

 

Prima stagione (2006/2007):
Rapidamente (con Carlo Lucarelli).

Seconda stagione (2010):
Niente di personale (con Carlo Lucarelli);
Bestie (con Sandrone Dazieri).

Martedì 12 Luglio 2011 08:57

Distretto di polizia









Distretto di polizia

 

I soggetti di tutti gli episodi:

Distretto di polizia – prima stagione:

Il sospetto (episodio 11)
La trappola (episodio 12)
I tatuaggi del diavolo (episodio 13)

Lunedì 11 Luglio 2011 10:53

The dark side

THE DARK SIDE
Per la prima volta a confronto in una memorabile antologia le menti pericolose della narrativa americana e italiana. Diciannove storie inedite in prima edizione mondiale. Il lato oscuro della realtà descritto nell'immobilità del dubbio e della paura, nell'adrenalina dello scontro fisico, nell'eccitazione febbrile dell'azione disperata. Tra crimini e avventura, tra noir e fantascienza, i migliori narratori d'Italia e d'America, per la prima volta insieme, si sfidano nell'arte del racconto perfetto.

Lunedì 11 Luglio 2011 10:48

I delitti del gruppo 13

I DELITTI DEL GRUPPO 13

L'editrice Metrolibri pubblica "I delitti del gruppo 13", raccolta di racconti di scrittori giallisti operanti a Bologna, curata da Loriano Macchiavelli. Si tratta di Pino Cacucci, Massimo Carloni, Nicola Ciccoli, Danila Comastri Montanari, Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Loris Marzaduri, Gianni Materazzo, Sandro Toni. Ad essi si aggiungeranno altri autori, come Baldini, Coloretti, Rigosi, a formare, più che un vero e proprio gruppo, una etichetta di successo.

 

 

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